mercoledì 14 novembre 2012


VERDI 15 3.0
Uno sgombero non ci ferma, ci moltiplica!

Quel martedì 30 ottobre ce lo ricorderemo sempre: la violenza dell'irruzione delle forze dell'ordine in via Verdi 15, il sorriso plastico del presidente dell'Edisu Umberto Trabucco nel cortile, le esternazioni sornione di tutta casta politica del Comune di Torino e della Regione Piemonte sulle agenzie di stampa; lo sgombero della Verdi 15 Occupata. Con la rabbia nel cuore per uno spazio sociale rubato e con l'adrenalina nelle vene per una battaglia da proseguire lo gridammo immediatamente: chi pensa di aver vinto è un illuso che non ha capito contro chi sta alimentando conflitto. 'La Verdi Quindici Resiste: non è finita qua, ci riprendiamo la città!': chi pensa che le parole siano un esercizio di stile non ha capito - ancora - che cos'è la Verdi Quindici. Non scriviamo su pezzi di stoffa per allenare la nostra dialettica sloganistica; tutti debbono sempre prenderci in parola. L'abbiamo fatto e lo rifaremo ancora: ci riprendiamo tutto, oggi conquistiamo un altro spazio sociale, perchè la Verdi Quindici Occupata ama scommettere sul futuro, delle lotte e delle nostre vite. Oggi raddoppiamo!

Chi ha esortato, ordinato e comandato lo sgombero, pensando che quello fosse la soluzione per togliersi dai piedi la Verdi Quindici Occupata ha sbagliato clamorosamente. Così facendo ha restituito nuova e ulteriore linfa a un progetto politico che nell'antagonismo alle ingiustizie e alle privazioni trova la sua ragione costituente. Così facendo, oggi, a Torino, di Verdi Quindici Occupate ce ne sono due. Al ministero degli Interni come in Questura, al Comune come in Regione, all'Università come all'Edisu, ognuno faccia le sue valutazioni, che sono lontane e nemiche delle nostre, sapendo però della straordinarietà di una comunità in lotta - il collettivo della Verdi Quindici - così come della sua determinazione: avvertiamo con un 'guai a chi ci tocca' perchè chi lo fa si brucia. La Verdi Quindici Occupata è un progetto studentesco nato nella lotta contro i tagli al diritto allo studio dell'Edisu, della Regione Piemonte. In quasi un anno di vita siamo cresciuti e maturati, insieme, e sempre insieme abbiamo imboccato un percorso collettivo di battaglia: contro un Governo dei professori che impone sacrifici e austerità, contro un Comune che magnifica una città - la nostra - che sta mandando in bancarotta, contro un'Università che loda un diritto - allo studio - che poi smantella, contro una Regione che si fa rappresentante di una classe politica che taglia i bilanci e ruba i nostri soldi. Mentre si cacciano gli studenti per la strada perchè ritenuti 'non meritevoli', si architettano ddl contro la corruzione che sono mosche negli occhi: chi comanda è la corruzione, la rappresentanza di un sistema corrotto, che non conosce colori o schieramenti di partito; chi specula è il parassita, la rappresentanza del gioco del profitto, che si chiami Compagnia o Intesa Sanpaolo niente cambia nella fisionomia del mazziere.

Oggi, nella giornata di sciopero generale europeo contro la crisi e l'austerity, all'incasso passiamo noi. Occupiamo un altro stabile perchè la Verdi Quindici Occupata ha necessità di altro spazio e altre energie per un progetto politico che nello sgombero ha rinvenuto ulteriori ragioni per lottare, contro politicanti e speculatori, uscendo rafforzata in partecipazione e forza per combattere altre battaglie ancora. Se la memoria è un ingranaggio collettivo, dobbiamo trasformare ciò in realtà: non ci dimentichiamo di via Verdi 15, oggi vuota e desolata, in balia di promesse di ristrutturazione e di appetiti privatizzanti - ma lo sgombero non era per la restituzione della residenza agli 'studenti bisognosi'?; siamo a conoscenza delle mire dell'impresa MoleCentocinquanta sullo stabile di vicolo Benevello 4, che preventiva appartamenti di lusso nel centro del quartiere universitario - ma Torino non doveva essere la città universitaria a misura di studente? Ma qual'è il progetto di quartiere dell'Università, del Comune e della Regione?! Noi, la vostra idea di città e di università la rifiutiamo, oggi ne conquistiamo un altro pezzo. L'avevamo detto e l'abbiamo fatto e lo faremo ancora: ci riprendiamo tutto, la Verdi Quindici raddoppia!

Invitiamo tutte e tutti a visitare il nuovo spazio di corso Luigi Farini 20!

Verdi Quindici Occupata
  VERDI 15 OCCUPATA SEMPRE IN AGGIORNAMENTO:                            
  VERSIONE 3.0

Torino, #14Novembre
H15.00
Dopo l'esproprio di scrivanie e sedie dall'interno della sede della Provincia, una nuova occupazione da parte degli studenti e della studentesse della Verdi15. Uno stabile, ex commissariato di vigili ormai abbandonato e lasciato a se stesso da anni, è da oggi la sede della Verdi15 3.0, in Corso Farini 20.
La Verdi15 2.0 in Vicolo Benevello 4, non poteva soddisfare a pieno le esigenze della comunità della Verdi, che è fatta di tante persone e di tante esperienze. Dai laboratori di lingua, alla palestra popolare, allo spazio espositivo e tanto altro che abbiamo già provato a raccontare. Questa nuova struttura che saprà dare sicuramente una diversa proposta abitativa agli studenti e alle studentesse che dopo lo sgombero della residenza universitaria si sono trovati per strada, inoltre aprendo questo spazio una casa la trovano anche le attività che in Vicolo Benevello stavano strette. Nel frattempo la Verdi15 2.0 resta occupata, spazio di saperi in movimento a due passi da quell'università che non ci appartiene. Oggi apriamo un altro luogo e anche qui metteremo in pratica la nostra alternativa.
VERDI15 IN TUTTA LA CITTà!

ALLE H18.00 ASSEMBLEA in CORSO FARINI 20
Verdi15 Occupata  



Di seguito alcuni link che raccontano la giornata di oggi:

http://tv.ilfattoquotidiano.it/2012/11/14/torino-scontri-tra-studenti-e-polizia/210864/



sabato 10 novembre 2012

Sui danni alla Verdi15Occupata e borse di studio mancate: alcune doverose precisazioni


Alcune pagine della cronaca torinese titolavano ieri che per riparare i danni causati durante l’occupazione della Verdi15, l’Edisu stanzierà 150.000 euro, altrimenti destinati al finanziamento di 50 borse di studio; a sostenerlo è un giovane consigliere di amministrazione dell’Edisu eletto per la Lega Nord.
Ci sembra importante fare alcune precisazioni per smentire quest’affermazione, assolutamente falsa e tendenziosa.
Innanzitutto la questione dei fondi destinati a coprire i ‘danni’: come spiegato da uno dei rappresentanti degli studenti nel Cda dell’Edisu, i 150.000 euro di cui si parla fanno parte di un fondo per spese speciali di cui ogni ente deve dotarsi e che nel caso dell’Edisu sono stati destinati all’operazione di sgombero manu militari del 30 ottobre e alla resa inagibile dell’edificio.
Quei soldi, quindi, non sarebbero mai stati destinati a finanziare delle borse di studio!
E’ veramente triste il tentativo di salvarsi la faccia da parte della Lega Nord, responsabile, grazie a tagli pesantissimi, della dismissione del diritto allo studio sul territorio Piemontese: prima lasciano 8000 studenti senza la borsa, dichiarando che il diritto allo studio non è una priorità nell’agenda regionale, e poi cercano di addossare la responsabilità di 50 borse mancate a chi allo smantellamento del diritto allo studio ha dato risposte concrete e reali con l’occupazione della residenza Verdi.

venerdì 9 novembre 2012

Il movimento No Tav sta con la Verdi 15 Occupata, la Verdi 15 Occupata sta con il movimento No Tav!


Pubblichiamo il comunicato di solidarietà con la Verdi 15 Occupata del Movimento NO TAV, giuntoci oggi a poihe ore dalla nuova occupazione di vicolo Benevello 4, e la nostra risposta che vuol essere sia un ringraziamento per la solidarietà dimostrataci che, sopratutto, espressione della nostra volontà di rilanciare ad appuntamenti di lotta futuri, in valle come in città!
 A sarà düra, per loro! 
  
La Residenza Universitaria Occupata Verdi 15 è stata sgomberata dalla polizia a Torino, e in seguito allo sgombero, gli studenti e le studentesse che giustamente protestavano, sono stati caricati e feriti dalle forze dell'ordine. Scopriamo senza troppa sorpresa che lo sgombero della Verdi è uno sgombero politico, non esistono nè fondi nè progetti, per uno stabile che ha ripreso vita e il suo uso sociale solo grazie all'impegno dei giovani. Si tratta di uno studentato con 200 posti letto, destinato a studenti meritevoli di borsa di studio, che l’Edisu aveva chiuso lo scorso anno a causa dei tagli all’Università, e che gli studenti, ritrovatisi senza un tetto da un giorno all’altro, avevano mantenuto aperto e autiogestito fino ad oggi.

Il caso della Verdi 15 è un esempio chiaro delle assurde politiche di questi governi, che sprecano milioni di euro per le grandi opere di devastazione e tolgono risorse all’istruzione e al futuro dei giovani, contro cui il movimento notav si batte da sempre. Ci sembra quindi naturale dare la nostra solidarietà concreta alle studentesse e agli studenti della Verdi 15, che abbiamo conosciuto lungo il nostro percorso di lotte, qui in Valle e in città. Il progetto tav da solo fagocita miliardi di euro di soldi pubblici che vengono tolti ogni giorno all’istruzione, alla sanità, ai servizi, agli investimenti utili. Per questo anche il Movimento No Tav  "sta con la Verdi15", e lo sarà sempre, al fianco di chi dice no, di chi lotta, di chi come la Verdi resiste e non si arrende!

giovedì 8 novembre 2012

Verdi Quindici, presente!


L'avevamo detto, l'abbiamo fatto. Con la Verdi Quindici Occupata non si scherza: l'abbiamo dimostrato in dieci mesi di occupazione di via Verdi 15 e lo rifacciamo presente a coloro che se ne fossero dimenticati, pensando che una stupida sagra del manganello potesse mettere a tacere una realtà studentesca come la nostra. 'La Verdi Quindici non si tocca, la difenderemo con la lotta' non è solamente il coro che ci ha accompagnato in questa settimana precaria per le strade di Torino e per i corridoi di Palazzo Nuovo Occupato, è stato ed è molto di più: abbiamo trasformato quelle parole in programma politico, in promessa di battaglia fino all'ultimo respiro. Infatti siamo ancora qui, con un nuovo spazio conquistato a due passi dalla nostra via Verdi 15, con addosso la rabbia per uno spazio rubato da politicanti, speculatori e poliziotti ma anche con la consapevolezza piena che la potenza e la forza di un'idea collettiva non sta in quattro mura ma in coloro che le abitano.

A poco più di una settimana di distanza dallo sgombero di via Verdi abbiamo una nuova casa e un nuovo spazio comune in vicolo Benevello, ancora più nel cuore del quartiere dell'Università. Avevamo messo in guardia tutti dal considerare la Verdi Quindici Occupata come un'esperienza conclusa, passata, affossata dal fruscio del manganello, ammorbata dalle chiacchiere della politica, minacciata dall'infamità delle speculazioni. La Verdi Quindici Occupata rappresenta il presente e il futuro di una città che non vuole morire nelle scorribande finanziarie dei poteri che comandano Torino ne tantomeno nelle vetrine mediatiche che la politica confeziona per sopravvivere.

domenica 4 novembre 2012

Ritorno a casa. Dentro la zona rossa di via Verdi 15

'Loro non sapevano che era impossibile e per questo l'hanno fatto'
Mark Twain


Già dalla prima assemblea successiva allo sgombero, a Palazzo Nuovo Occupato, abbiamo chiarito un fondamento del nostro essere in movimento: nessuno si azzardi a utilizzare il verbo passato con la Verdi Quindici Occupata, siamo presente e futuro; non è ovviamente una questione grammaticale ma politica, che immediatamente diventa programma di lotta e resistenza.

Via Verdi 15 dalla mattina del 30 ottobre è circondata dalle molteplici camionette della polizia, dalle numerose forze dell'ordine che proteggono le transenne di acciaio che dovrebbero rappresentare la linea di confine della zona rossa. Guardando la militarizzazione che la questura di Torino ha ordinato lungo tutta l'area della Verdi Quindici Occupata c'è da scommettere che hanno paura delle nostre mosse, e per una volta, fanno bene, questa paura la debbono avere. I residenti della zona possono accedere alle loro case mostrando i documenti, esponendo il certificato di residenza, tutti gli altri debbono fare altri giri. I turisti sono allontanati, non si passa, per andare al Teatro Regio o in Piazza Castello o altrove bisogna fare altri tragitti, e la Verdi Quindici non si può visitare più perchè ora è un fortino della polizia.

Il turismo in via Verdi 15 è un'altra storia, che potrà far sorridere ma che innervosiva tanto un sindacato come il Sap (che qualche mese fa lo brandiva come ragione per lo sgombero), che quindi rappresenta una delle tante pagine scritte dall'occupazione, laddove la socialità e la condivisione non era interpretata dalla Verdi Quindici Occupata come bestemmia, come invece sembra facciano altri signori, in divisa o meno. Le loro città sono tristi e vuote e povere, il che diventa la ragione per la quale perderanno, perchè alla vita differente e dinamica che abbiamo conosciuto in via Verdi 15 non abbiamo nessuna intenzione di rinunciare.

Appello della Verdi 15. Il diritto allo studio non si sgombera


La Verdi 15 Occupata è stata sgomberata. La mattina del 30 ottobre i reparti della celere torinese, in tenuta antisommossa, sono entrati nella residenza dall'ingresso principale. Sono arrivati verso le dieci del mattino, non hanno dovuto forzare nulla perchè a quell'ora la porta della Verdi era aperta, come sempre. Hanno varcato quella soglia come fossero venuti a studiare in una delle aule studio aperte ventiquattro ore o a seguire una lezione d'italiano o di francese, o a partecipare a un dibattito.

Sono andati a prendere gli occupanti uno a uno. Li hanno radunati tutti tra pianterreno e cortile. Poi hanno diviso italiani e stranieri, a ricordarci che non siamo tutti uguali, come vuole la linea politica del presidente leghista della Regione Piemonte Roberto Cota. Poi hanno isolato chiunque chiedesse spiegazioni o cercasse di tenere alto il morale cantando, a ricordarci che la via più rapida e indolore è perdersi d'animo. Una volta radunati e immobilizzati gli occupanti, sono andati stanza per stanza a distruggere tutto quello che trovavano. Hanno rovesciato il contenuto di frigoriferi e credenze. Hanno smembrato mobili e spaccato finestre. La stampa ha quindi avuto gioco facile per dipingere gli occupanti come dei disadattati che vivevano nel degrado. Del resto si sta bene a Torino d'inverno con le finestre senza vetri, non fa una piega. Del resto se la  magliettina non è più di moda gli si dà un tocco di colore spaccandoci sopra un vasetto di marmellata.