sabato 24 novembre 2012

Verdi15 RADDOPPIA (da 'Il Manifesto')


Riportiamo l'articolo di Luciano Del Sette sul progetto Verdi15Occupata, pubblicato questa mattina sulle pagine de 'Il Manifesto':

A Torino gli studenti sgomberati con la forza dalla residenza universitaria di via Verdi hanno rioccupato una ex scuola e un ex commissariato. Con loro anche stranieri in attesa di permesso di soggiorno. Siamo andati a trovarli mentre rimettono a posto e fanno rivivere i due edifici abbandonati
Piacerebbero, al ministro Fornero, i ragazzi di vicolo Benevello 4 e corso Farini 20, Torino, dintorni dell'Università? Di certo non sono choosy, schizzinosi, come la signora ebbe pubblicamente a rimproverare agli studenti in cerca di un futuro lavorativo. Loro, i ragazzi di via Benevello e corso Farini, nei locali di quelle che erano rispettivamente le scuole comunali San Carlo e il commissariato Dora - Vanchiglia, hanno fatto e stanno facendo i giardinieri, i muratori, gli imbianchini, gli idraulici, gli elettricisti, i cuochi. Dal mattino presto e finché c'è luce. Ma i ragazzi di vicolo Benevello e corso Farini, un centinaio in tutto, non piacerebbero al ministro Fornero, e nemmeno al ministro dell'Interno Cancellieri, e neppure al ministro dell'Istruzione Profumo. Perché sono quelli di Via Verdi15, sgomberati con la forza da polizia e carabinieri alla fine dell'ottobre scorso.
Breve riassunto. L'indirizzo corrisponde a una residenza studentesca dell'Edisu (Ente regionale per il Diritto allo Studio Universitario) del Piemonte. A inizio 2012, la residenza viene occupata da circa centocinquanta giovani tra gli ottomila cui la Regione del leghista Cota ha tagliato la borsa di studio per l'anno accademico in corso. Oltre agli italiani, ci sono stranieri provenienti dal Pakistan, dall'Africa, dal Maghreb, dall'Iran. Senza la borsa di studio non possono neppure pagarsi il permesso di soggiorno, e così rischiano di trasformarsi in clandestini. Trovare un lavoro di fortuna è impossibile, ricevere denaro da casa difficilissimo. E allora avere almeno un tetto sulla testa, poter contare sulla solidarietà e su piccoli aiuti, serve a tentare di sopravvivere. Ma Via Verdi 15 non è soltanto un letto e un piatto di pasta. Qui si organizzano corsi di lingua, cineforum, incontri; ci si ritrova per bere qualcosa nello spazio del bar, si viene a studiare insieme ai compagni di facoltà.

giovedì 22 novembre 2012

IL PROGETTO Verdi15Occupata

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Sono passate due settimane da quel martedì infame. Tutto quel che è successo abbiamo provato a raccontarlo con più chiarezza possibile. Del resto l'esperienza della Verdi 15 è, sul piano dei fatti, facilmente comprensibile. Dopo il taglio dell'80% delle risorse destinate all'Edisu da parte della Regione Piemonte di Roberto Cota - operazione in nessun modo ostacolata dal sindaco di Torino, Piero Fassino - più di 8000 studenti aventi diritto sono rimasti senza borsa di studio. Per molti questa decisione poteva significare l'abbandono degli studi, ma questo non è accaduto perché un composito gruppo di studenti che già da tempo denunciavano le gravi conseguenze che questa decisione avrebbe avuto, una volta esaurite le lacrime da versare sugli sportelli Edisu, hanno deciso di organizzarsi e agire. Così abbiamo occupato via Verdi 15, che era stata lasciata vuota mentre altri dalle residenze venivano sfrattati. Dal 13 gennaio viviamo e costruiamo un'alternativa all'Edisu e al sistema di cui fa parte, la Verdi 15 è 'molto più di una residenza!'.

Per questo lo sgombero non ci ha fermato. Per questo ci hanno levato uno spazio ma ne abbiamo presi altri due. Hanno provato a schiacciarci, ma non ascoltarci ancora una volta si è rivelato un errore. Hanno monitorato una presenza senza capirne la sostanza. Quello che la Verdi era, è oggi, e sarà, quel martedì mattina, gli è esploso tra le mani. L'edificio di via Verdi, architettonicamente si prestava a coniugare un'esigenza abitativa e sociale. Nè lo stabile in vicolo Benevello, nè quello in corso Farini possono assolvere pienamente alla stessa funzione; eppure in qualche modo lo fanno entrambi. La Verdi può esistere anche fuori dalle mura di via Verdi 15. Così quella di un quartiere popolare come Vanchiglia e di un luogo da riterritorializzare come vicolo Benevello sono la nostra occasione per misurarci con quella che è sempre stata la nostra convinzione. La Verdi 15 2.0, la immaginiamo come il sasso nella scarpa di un università lontana anni luce da come la vorremmo, un luogo di saperi liberi, condivisi e liberati. La Verdi 15 3.0 la pensiamo come uno spazio aperto e vissuto da un quartiere in cui oltre agli studenti è presente una composizione sociale meticcia e popolare.

Abbiamo un'urgenza: riprenderci il nostro futuro, garantirne uno a chi verrà dopo di noi. La nostra è una posizione politica, una scelta di vita. La articoliamo giorno per giorno con differenti linguaggi, vogliamo fare nostre più visioni possibili su ciò che ci circonda, moltiplicare gli sguardi e i punti prospettici. Comunque la s'interpreti questa scelta comprende sogni e idee che non abbiamo semplicemente assunto, ma scelto e indagato. Condivisione costante di beni inesauribili come le relazioni e le intelligenze, una vita che giorno per giorno nel riprendersi tempi e spazi rompe con l'esistente. La Verdi 15 2.0, da oggi 'Verdi Lab', e la Verdi 15 3.0, da oggi necessariamente 'Verdi 15': due luoghi liberati e ribelli a Torino. Luoghi di studenti e studentesse, bambini e bambine, lavoratrici e lavoratori, pensionati, cassintegrati, esodati, precari e precarie. Veniamo da tutto il paese, da altri paesi. Veniamo da tutto il mondo, viviamo qui e continueremo ad aprire le porte dei luoghi di questa città. Spazi fisici, come vicolo Benevello e corso Farini, e spazi di autodeterminazione, come l'assemblea della Verdi, aperta a tutti e tutte. Viviamo la città e questo territorio e ci sentiamo per questo assolutamente qualificati per deciderne. Del resto in questi dieci mesi di imperativi come sviluppo, crescita, sacrifici, ne abbiamo sentiti troppi, e ci siamo attrezzati per smascherarli. Ma questo foglio non è sufficiente, ora: a tutto dedicheremo i tempi e gli spazi che meritano, abbiamo ancora molto da imparare, nella lotta. Ad oggi però la nostra prima risposta è quello che vi abbiamo appena raccontato.

Verdi Quindici Occupata



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AGGRESSIONE FASCISTA A TRENTO. Solidarietà della Verdi15Occupata a studenti e studentesse

Dopo esser venuti a conoscenza dell'aggressione fascita avvenuta nella Facoltà di Sociologia di Trento, noi della Verdi 15 abbiamo sentito il dovere di portare solidarietà ai compagni e alle compagne di Trento, con cui abbiamo condiviso lotte ed esperienze dall'università alla valsusa. Lo facciamo in quanto studenti e studentesse e antifascisti e antifasciste convinti/e.
Sempre più frequentemente episodi di questo genere si verificano negli atenei e nelle strade, triste è che il più delle volte vengano taciuti, e dunque supportati, da istituzioni e media mainstream. Noi di questo silenzio non vogliamo essere complici. 
Se pensano di intimidirci con questi atti squadristi sbagliano. 
Non permetteremo loro di muoversi indisturbati nelle università e nelle città.
Fuori i fascisti dalle scuole e dalle università, fuori il fascismo dalle nostre vite!
Mandiamo appoggio e affetto ai compagni e alle compagne di Trento. 

Sempre al vostro fianco nella lotta!

Verdi15Occupata

venerdì 16 novembre 2012

DALLA VERDI15 SUL #14N

Contro il governo delle polizie. La complicità della Verdi Quindici Occupata

Le piazze del 14N, in Italia come in Europa, hanno disegnato un filo rosso capace di assumere dimensioni potenti, tanto da togliere qualche ora di sonno a chi governa nei tempi dell'austerity. Piazze che sono state attraversate da composizioni diverse ed eterogenee che però nel complesso condividevano un rifiuto conclamato dei meccanismi di pacificazione tentati da chi voleva una protesta composta e silenziosa: tutta l’Europa ha visto le prime sperimentazioni di costruzione di conflitto su un piano che superava la rappresentazione e che nel riversarsi sui territori si faceva collettore e megafono di esigenze reali. Le mobilitazioni in tutto il Sud Europa hanno parlato il linguaggio di una composizione giovanile molto forte, nelle sue varie declinazioni, di alcune figure del lavoro tradizionale che di fronte a un impoverimento costante e violento si sono messe in movimento, di un consenso sempre maggiore verso chi pratica forme di incompatibilità con una vera e propria metamorfosi del concetto di sciopero generale.

I cortei nel nostro paese ci hanno testimoniato anche l'ennesima rottura tra il ceto politico dei sindacati e una generazione di giovani appesi tra la disoccupazione e la precarietà permanente. Una generazione motore e collettore di un malcontento ben più diffuso che vede le prime tenere ed insufficienti forme di attivazione e partecipazione. La risposta dei governi a queste mobilitazioni è stata chiara ed evidente e va ancora di più ad approfondire quella scollatura tra la politica e la gente laddove l'ordine pubblico sopperisce a un vuoto politico istituzionale. La 'terapia d’urto' vorrebbe essere in qualche modo il deterrente per evitare rovesciamenti di campo, e infatti in Italia quanto in Spagna e Portogallo, a Torino come a Roma Napoli e Brescia chi contesta le politiche del debito, chi fuoriesce dalla rappresentazione della protesta comoda e quadrata utile per le prossime elezioni ha avuto come unica risposta manganelli, camionette, idranti e lacrimogeni.

mercoledì 14 novembre 2012



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VERDI 15 3.0
Uno sgombero non ci ferma, ci moltiplica!

Quel martedì 30 ottobre ce lo ricorderemo sempre: la violenza dell'irruzione delle forze dell'ordine in via Verdi 15, il sorriso plastico del presidente dell'Edisu Umberto Trabucco nel cortile, le esternazioni sornione di tutta casta politica del Comune di Torino e della Regione Piemonte sulle agenzie di stampa; lo sgombero della Verdi 15 Occupata. Con la rabbia nel cuore per uno spazio sociale rubato e con l'adrenalina nelle vene per una battaglia da proseguire lo gridammo immediatamente: chi pensa di aver vinto è un illuso che non ha capito contro chi sta alimentando conflitto. 'La Verdi Quindici Resiste: non è finita qua, ci riprendiamo la città!': chi pensa che le parole siano un esercizio di stile non ha capito - ancora - che cos'è la Verdi Quindici. Non scriviamo su pezzi di stoffa per allenare la nostra dialettica sloganistica; tutti debbono sempre prenderci in parola. L'abbiamo fatto e lo rifaremo ancora: ci riprendiamo tutto, oggi conquistiamo un altro spazio sociale, perchè la Verdi Quindici Occupata ama scommettere sul futuro, delle lotte e delle nostre vite. Oggi raddoppiamo!

Chi ha esortato, ordinato e comandato lo sgombero, pensando che quello fosse la soluzione per togliersi dai piedi la Verdi Quindici Occupata ha sbagliato clamorosamente. Così facendo ha restituito nuova e ulteriore linfa a un progetto politico che nell'antagonismo alle ingiustizie e alle privazioni trova la sua ragione costituente. Così facendo, oggi, a Torino, di Verdi Quindici Occupate ce ne sono due. Al ministero degli Interni come in Questura, al Comune come in Regione, all'Università come all'Edisu, ognuno faccia le sue valutazioni, che sono lontane e nemiche delle nostre, sapendo però della straordinarietà di una comunità in lotta - il collettivo della Verdi Quindici - così come della sua determinazione: avvertiamo con un 'guai a chi ci tocca' perchè chi lo fa si brucia. La Verdi Quindici Occupata è un progetto studentesco nato nella lotta contro i tagli al diritto allo studio dell'Edisu, della Regione Piemonte. In quasi un anno di vita siamo cresciuti e maturati, insieme, e sempre insieme abbiamo imboccato un percorso collettivo di battaglia: contro un Governo dei professori che impone sacrifici e austerità, contro un Comune che magnifica una città - la nostra - che sta mandando in bancarotta, contro un'Università che loda un diritto - allo studio - che poi smantella, contro una Regione che si fa rappresentante di una classe politica che taglia i bilanci e ruba i nostri soldi. Mentre si cacciano gli studenti per la strada perchè ritenuti 'non meritevoli', si architettano ddl contro la corruzione che sono mosche negli occhi: chi comanda è la corruzione, la rappresentanza di un sistema corrotto, che non conosce colori o schieramenti di partito; chi specula è il parassita, la rappresentanza del gioco del profitto, che si chiami Compagnia o Intesa Sanpaolo niente cambia nella fisionomia del mazziere.

Oggi, nella giornata di sciopero generale europeo contro la crisi e l'austerity, all'incasso passiamo noi. Occupiamo un altro stabile perchè la Verdi Quindici Occupata ha necessità di altro spazio e altre energie per un progetto politico che nello sgombero ha rinvenuto ulteriori ragioni per lottare, contro politicanti e speculatori, uscendo rafforzata in partecipazione e forza per combattere altre battaglie ancora. Se la memoria è un ingranaggio collettivo, dobbiamo trasformare ciò in realtà: non ci dimentichiamo di via Verdi 15, oggi vuota e desolata, in balia di promesse di ristrutturazione e di appetiti privatizzanti - ma lo sgombero non era per la restituzione della residenza agli 'studenti bisognosi'?; siamo a conoscenza delle mire dell'impresa MoleCentocinquanta sullo stabile di vicolo Benevello 4, che preventiva appartamenti di lusso nel centro del quartiere universitario - ma Torino non doveva essere la città universitaria a misura di studente? Ma qual'è il progetto di quartiere dell'Università, del Comune e della Regione?! Noi, la vostra idea di città e di università la rifiutiamo, oggi ne conquistiamo un altro pezzo. L'avevamo detto e l'abbiamo fatto e lo faremo ancora: ci riprendiamo tutto, la Verdi Quindici raddoppia!

Invitiamo tutte e tutti a visitare il nuovo spazio di corso Luigi Farini 20!

Verdi Quindici Occupata
  VERDI 15 OCCUPATA SEMPRE IN AGGIORNAMENTO:                            
  VERSIONE 3.0

Torino, #14Novembre
H15.00
Dopo l'esproprio di scrivanie e sedie dall'interno della sede della Provincia, una nuova occupazione da parte degli studenti e della studentesse della Verdi15. Uno stabile, ex commissariato di vigili ormai abbandonato e lasciato a se stesso da anni, è da oggi la sede della Verdi15 3.0, in Corso Farini 20.
La Verdi15 2.0 in Vicolo Benevello 4, non poteva soddisfare a pieno le esigenze della comunità della Verdi, che è fatta di tante persone e di tante esperienze. Dai laboratori di lingua, alla palestra popolare, allo spazio espositivo e tanto altro che abbiamo già provato a raccontare. Questa nuova struttura che saprà dare sicuramente una diversa proposta abitativa agli studenti e alle studentesse che dopo lo sgombero della residenza universitaria si sono trovati per strada, inoltre aprendo questo spazio una casa la trovano anche le attività che in Vicolo Benevello stavano strette. Nel frattempo la Verdi15 2.0 resta occupata, spazio di saperi in movimento a due passi da quell'università che non ci appartiene. Oggi apriamo un altro luogo e anche qui metteremo in pratica la nostra alternativa.
VERDI15 IN TUTTA LA CITTà!

ALLE H18.00 ASSEMBLEA in CORSO FARINI 20
Verdi15 Occupata  



Di seguito alcuni link che raccontano la giornata di oggi:

http://tv.ilfattoquotidiano.it/2012/11/14/torino-scontri-tra-studenti-e-polizia/210864/