Riportiamo l'articolo di Luciano Del Sette sul progetto Verdi15Occupata, pubblicato questa mattina sulle pagine de 'Il Manifesto':
A Torino gli studenti sgomberati con la forza dalla residenza universitaria di via Verdi hanno rioccupato una ex scuola e un ex commissariato. Con loro anche stranieri in attesa di permesso di soggiorno. Siamo andati a trovarli mentre rimettono a posto e fanno rivivere i due edifici abbandonati
Piacerebbero, al ministro Fornero, i ragazzi di vicolo Benevello 4 e corso Farini 20, Torino, dintorni dell'Università? Di certo non sono choosy, schizzinosi, come la signora ebbe pubblicamente a rimproverare agli studenti in cerca di un futuro lavorativo. Loro, i ragazzi di via Benevello e corso Farini, nei locali di quelle che erano rispettivamente le scuole comunali San Carlo e il commissariato Dora - Vanchiglia, hanno fatto e stanno facendo i giardinieri, i muratori, gli imbianchini, gli idraulici, gli elettricisti, i cuochi. Dal mattino presto e finché c'è luce. Ma i ragazzi di vicolo Benevello e corso Farini, un centinaio in tutto, non piacerebbero al ministro Fornero, e nemmeno al ministro dell'Interno Cancellieri, e neppure al ministro dell'Istruzione Profumo. Perché sono quelli di Via Verdi15, sgomberati con la forza da polizia e carabinieri alla fine dell'ottobre scorso.
Breve riassunto. L'indirizzo corrisponde a una residenza studentesca dell'Edisu (Ente regionale per il Diritto allo Studio Universitario) del Piemonte. A inizio 2012, la residenza viene occupata da circa centocinquanta giovani tra gli ottomila cui la Regione del leghista Cota ha tagliato la borsa di studio per l'anno accademico in corso. Oltre agli italiani, ci sono stranieri provenienti dal Pakistan, dall'Africa, dal Maghreb, dall'Iran. Senza la borsa di studio non possono neppure pagarsi il permesso di soggiorno, e così rischiano di trasformarsi in clandestini. Trovare un lavoro di fortuna è impossibile, ricevere denaro da casa difficilissimo. E allora avere almeno un tetto sulla testa, poter contare sulla solidarietà e su piccoli aiuti, serve a tentare di sopravvivere. Ma Via Verdi 15 non è soltanto un letto e un piatto di pasta. Qui si organizzano corsi di lingua, cineforum, incontri; ci si ritrova per bere qualcosa nello spazio del bar, si viene a studiare insieme ai compagni di facoltà.
Breve riassunto. L'indirizzo corrisponde a una residenza studentesca dell'Edisu (Ente regionale per il Diritto allo Studio Universitario) del Piemonte. A inizio 2012, la residenza viene occupata da circa centocinquanta giovani tra gli ottomila cui la Regione del leghista Cota ha tagliato la borsa di studio per l'anno accademico in corso. Oltre agli italiani, ci sono stranieri provenienti dal Pakistan, dall'Africa, dal Maghreb, dall'Iran. Senza la borsa di studio non possono neppure pagarsi il permesso di soggiorno, e così rischiano di trasformarsi in clandestini. Trovare un lavoro di fortuna è impossibile, ricevere denaro da casa difficilissimo. E allora avere almeno un tetto sulla testa, poter contare sulla solidarietà e su piccoli aiuti, serve a tentare di sopravvivere. Ma Via Verdi 15 non è soltanto un letto e un piatto di pasta. Qui si organizzano corsi di lingua, cineforum, incontri; ci si ritrova per bere qualcosa nello spazio del bar, si viene a studiare insieme ai compagni di facoltà.


